Dien Bien Phu - Un angolo d’inferno
Sabato 8 maggio 1954, l’aereo di comando intercetta l’ultimissimo messaggio inviato dai francesi di Dien Bien Phu: «Tentativo di sortita fallito stop non posso più comunicare con voi stop fine.» La sortita da «Isabelle» è appena fallita: è davvero la fine.
La fine della guerra d’Indocina e della potenza coloniale francese.
Per la prima volta nella storia, una guerriglia sconfisse una grande potenza su un campo di battaglia. La caduta di Dien Bien Phu nel 1954, dopo un assedio durato 167 giorni, ebbe conseguenze paragonabili a quelle di Waterloo, della Marna e di Stalingrado. Come si giunse a una situazione così disperata alla vigilia della conferenza di Ginevra?
Bernard Fall ricostruisce meticolosamente la battaglia dopo aver raccolto le testimonianze dei sopravvissuti di entrambe le parti, interrogato ad Hanoi protagonisti di primo piano come Hô Chi Minh e Giap e ottenuto dal ministro francese delle Forze armate l’autorizzazione a consultare documenti di primaria importanza ancora segreti.
Descrive l’assalto e poi l’accerchiamento soffocante di Dien Bien Phu attraverso una guerra di trincea che ricorda Verdun, e ci conduce nell’inferno del campo trincerato, dove i feriti sono rintanati tra i parassiti in oscuri cunicoli. Mostra come i 13.000 uomini della guarnigione francese, composta per il 70% da legionari, nordafricani e vietnamiti, si opposero ai 50.000 combattenti vietminh e ai 55.000 civili mobilitati senza armi: uomini, donne e anziani.
In questa magistrale ricostruzione, che solo lui avrebbe potuto scrivere con pari competenza, Bernard Fall svela la verità sugli aspetti nascosti della tragedia: quali furono realmente i ruoli e i rapporti tra i generali Navarre, Cogny e de Castries? Perché gli Stati Uniti non intervennero? Fu preso in considerazione un bombardamento atomico? E, soprattutto, la storia del Vietnam avrebbe seguito il corso che conosciamo se nel 1954 fosse stata evitata una sconfitta decisiva?
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