Diên Biên Phu - Le lezioni di una sconfitta
Il lungo calvario del corpo di spedizione francese, da Diên Biên Phu alla partenza dall’Indocina.
7 maggio 1954. Caduta di Diên Biên Phu. La clamorosa vittoria del Viêt Minh dopo cinquantasei giorni di combattimenti sancisce la partenza della Francia, presente da oltre un secolo in questa parte del mondo. Settant’anni dopo, Pierre Servent non riporta alla luce questa battaglia indocinese soltanto per rispettare il consueto rito degli anniversari, ma ne esamina gli insegnamenti ancora attuali.
Nonostante le peculiarità del conflitto indocinese, l’autore vi riconosce lo stesso «male francese» già individuato nelle guerre nazionali, i grandi difetti che hanno favorito la sconfitta: le solite, interminabili rivalità tra comandanti mentre il conflitto infuria; il persistente scollamento tra potere politico e vertici militari; l’arroganza che porta a sottovalutare il nemico e a sopravvalutare sé stessi; la preferenza per le idee preconcette anziché per un’analisi della realtà sul campo; il rifiuto di considerare i segnali di pericolo, deboli o forti, trasmessi dagli ufficiali dell’intelligence; la noncuranza che permette al nemico di conoscere in anticipo i piani; il divario costante tra ambizioni e mezzi stanziati; la leggerezza politica che impedisce di mantenere la continuità dello sforzo.
La sconfitta si spiega però anche con il fatto che il nemico marxista, per la sua stessa struttura, era esente da molti di questi difetti francesi e godeva di alcuni vantaggi insiti nella natura del suo regime ideologico. Se Diên Biên Phu non segnò la fine immediata dei combattimenti – l’ultimo soldato francese lasciò il suolo indocinese soltanto il 14 settembre 1956 –, fu una battaglia di grande valore simbolico, di cui Pierre Servent fa rivivere al lettore tutta l’intensità prima di raccontare gli ultimi mesi della Francia in Indocina.
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