Costantinopoli, 1453 - "La città è caduta!"
Il 29 maggio 1453, un martedì, giorno del dio della guerra, Costantinopoli, la seconda Roma, capitale millenaria dell’Impero bizantino, cadde in mano ai Turchi. Circa 7.000 uomini avevano resistito per cinquantacinque giorni a un esercito di oltre 100.000 uomini. Saccheggiata, «la città» si spopolò e 50.000 schiavi furono condotti nel mondo ottomano. L’imperatore Costantino XI scomparve quel giorno nella mischia, combattendo con le armi in pugno.
Il vincitore, il sultano Mehmed II, si era meritato l’appellativo di «Conquistatore»: aveva appena compiuto le profezie fondate sul Corano che, fin dal IX secolo, promettevano la città all’islam. «Agia Sophia», Santa Sofia, la più grande chiesa cristiana, fu trasformata in moschea. Nasceva Istanbul.
Il libro ripercorre minuziosamente le vicende di questo assedio fuori dal comune: si combatté sulla terraferma, sottoterra e sul mare; le navi superarono le colline; enormi cannoni colpirono giorno e notte, senza tregua, le più imponenti mura d’Europa; uomini e donne lottarono fino all’estremo; altri tradirono.
Al di là dei combattimenti epici, il lettore scoprirà l’inesorabile avanzata delle conquiste ottomane e la lenta agonia dell’Impero greco, minato dalle crisi interne, preda delle potenze europee e dimenticato dalla cristianità.
Basandosi sugli studi più recenti di storici e archeologi e sull’insieme delle fonti greche, turche e latine redatte dai partecipanti o dai testimoni dei combattimenti, Sylvain Gouguenheim offre, in questo sesto volume della collana «Campi di battaglia», un avvincente racconto dell’assedio che cambiò l’ordine del mondo.
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