OKINAWA 1945
L’ultima grande battaglia della Seconda guerra mondiale.
"Tifone d’acciaio". Così è soprannominata la battaglia di Okinawa. Il diluvio di fuoco che le forze americane riversano sui difensori giapponesi dell’isola tra aprile e giugno 1945 sembra giustificare questa denominazione. Per gli Stati Uniti si tratta di conquistare una base avanzata prima dell’operazione finale: la conquista del Giappone. Per quest’ultimo, al contrario, l’obiettivo è provocare tra i soldati americani e i Marines un tale bagno di sangue da indurre Washington non solo a rinunciare al progetto d’invasione, ma anche ad abbandonare il principio della resa incondizionata, così da salvaguardare le istituzioni imperiali.
Per queste ragioni, i combattimenti nell’aria, sulla terraferma e in mare nell’arcipelago delle Ryukyu assumono un carattere accanito e spietato. Per la prima volta nella storia, ondate di centinaia di aerei kamikaze vengono lanciate contro la flotta americana sotto gli occhi increduli dei marinai della Marina statunitense. I soldati della 32ª Armata giapponese, trincerati nell’imponente sistema difensivo che hanno costruito, sono decisi a vendere cara la pelle: la conquista di ogni collina e di ogni cresta comporta perdite elevatissime per entrambi gli schieramenti.
In parte oscurata dal lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la battaglia di Okinawa merita tuttavia di essere meglio conosciuta, non soltanto per le sue proporzioni titaniche, ma anche perché costituisce l’ultima grande battaglia della Seconda guerra mondiale e chiude così, nel sangue, un ciclo iniziato alla fine degli anni Trenta.
Ufficiale e dottore in storia, Ivan Cadeau dirige l’ufficio Dottrina, operazioni e intelligence presso il Servizio storico della Difesa francese. Specialista delle guerre d’Indocina e di Corea, tiene regolarmente interventi per gli ufficiali dell’esercito francese ed è autore di numerosi articoli e libri. Il suo ultimo libro, Cao Bang 1950. Premier désastre français en Indochine (Perrin), è uscito nel giugno 2022.
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