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Il generale Bourret e le reti dell’esercito del suo tempo - 1904-1949 - Da Daladier a... de Gaulle
Il generale Bourret è uno dei principali esponenti della sinistra militare nel periodo tra le due guerre, sia all’epoca del Cartello delle sinistre (1924) sia durante il Fronte popolare (1936). Iniziato molto presto alla massoneria, nel corso della carriera fu costantemente sostenuto dalle potenti reti massoniche legate alla Terza Repubblica, ricostituite dopo la prova della Grande Guerra. Fu scelto dai presidenti del Consiglio e dai ministri della Guerra radicali e socialisti, tra cui Edouard Daladier, come capo dei loro gabinetti militari.
Operò in piena sintonia con loro per far prevalere gli ideali della sinistra repubblicana nella gestione del personale e nelle scelte difensive di livello strategico. Nel 1940 comanda la V Armata, di stanza in Alsazia dietro la linea Maginot. L’armata viene travolta dalla sconfitta dopo aver combattuto poco, e Bourret stesso resterà prigioniero in Germania per cinque anni.
Resterà tuttavia fedele alle sue opinioni d’anteguerra e spesso non saprà prendere le distanze dagli amici coinvolti nella collaborazione con il Reich. Queste reti repubblicane non hanno però sempre escluso uomini classificati a destra, come de Lattre o de Gaulle. Ma la sconfitta acuirà le divisioni. Alcuni esponenti di queste reti passeranno alla collaborazione, tacita o dichiarata, con la Germania.
Altri, alla Liberazione, saranno protagonisti della repressione della stessa collaborazione, pur senza aver fatto parte della Resistenza. I percorsi degli ideologi, quali che siano, sono sempre tortuosi. Ma al di là dei destini individuali, questo studio offre il quadro di un esercito francese trascinato in direzioni opposte da politici e militari di ideologie contrapposte. Non saprà sottrarsi a tali contrasti e nel 1940 soccomberà insieme a loro.
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