Generale Beaufre. Padre della strategia francese
Nato nel 1902, André Beaufre si arruola nell’esercito in giovane età. Tenente nel Rif, dove viene gravemente ferito nel 1925, dieci anni più tardi è capitano dei tirailleurs marocchini, prima di assistere al crollo del giugno 1940. Nel 1942 fugge insieme al generale Giraud e partecipa alla liberazione della Francia. Dopo l’Indocina, diventa generale al comando di una divisione in Algeria e, infine, assume il comando delle forze terrestri impegnate a Suez nel 1956.
Celebre all’estero, riscoperto in Francia da circa trent’anni e considerato uno dei maggiori pensatori militari del XX secolo, il generale Beaufre è spesso citato a sostegno delle analisi più autorevoli sui conflitti contemporanei.
Tradotto in più di venti lingue, il suo libro fondamentale, Introduzione alla strategia, è un punto di riferimento in tutto il mondo. L’autore, infatti, ridisegna il campo della strategia combinando ambiti d’azione che fino ad allora le erano estranei.
Quella che egli definisce "strategia totale", oggi assimilabile alla tanto discussa "approccio globale", offre una risposta alla constatazione che il mondo si trova in uno stato permanente di pace-guerra. Ma più che proporre ardite combinazioni strategiche, dalla minaccia nucleare alla guerriglia partigiana, passando per la guerra convenzionale, André Beaufre, scomparso nel 1975, fa della strategia un metodo in continua evoluzione, un modo di affrontare i problemi.
Nella sua opera, la strategia è innanzitutto una forma mentis, prima ancora che un insieme di istruzioni: un mezzo per anticipare gli eventi anziché subirli. Un libro documentato e condotto con notevole rigore dall’inizio alla fine.
Da leggere, studiare e meditare in questi tempi travagliati.
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