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MAURIENNE 1940
Il 3 settembre 1939, in seguito all’invasione della Polonia da parte delle truppe di Hitler, la Francia e il Regno Unito dichiarano guerra alla Germania. L’Italia, alleata della Germania, annuncia la propria non belligeranza. L’autunno e l’inverno trascorrono rafforzando il dispositivo difensivo in un clima di relativa inerzia.
In primavera, lo scioglimento delle nevi fa riemergere la minaccia italiana. Dal 10 maggio, con l’offensiva tedesca a ovest, la minaccia prende nuovamente forma e si concretizza il 10 giugno, quando Mussolini dichiara guerra alla Francia e al Regno Unito.
Ma l’Italia è pronta a condurre un’offensiva su vasta scala nelle Alpi contro una Francia indebolita, ma ancora in piedi?
Il 21 giugno, nonostante la totale impreparazione, Mussolini lancia le sue truppe all’assalto dei valichi alpini, saldamente presidiati dalle forze francesi trincerate nelle opere della Linea Maginot e sostenute da una potente artiglieria.
In Maurienne, i combattimenti infuriano al colle del Moncenisio, nella val d’Ambin, attorno a Modane e a Valmeinier. Per quattro giorni, 40.000 italiani affrontano 18.000 francesi. Le truppe italiane danno prova di straordinario coraggio, in condizioni meteorologiche terribili, nel tentativo di sfondare le difese francesi.
Il 25 giugno, alla cessazione delle ostilità, le conquiste territoriali sono minime e le perdite molto gravi.
L’Armata delle Alpi esce vittoriosa dallo scontro, impedendo l’occupazione dei dipartimenti di confine. Dimostra che l’esercito francese del 1940 è capace di vincere battaglie, come a Narvik, Gembloux, Stonne o sulla Linea Maginot. Da essa nascerà la futura resistenza alpina, che porterà nell’autunno del 1944 alla costituzione della 27ª Divisione alpina, impegnata nella seconda battaglia delle Alpi.
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