I MITI DELLA GRANDE ARMATA - La vera storia della guerra imperiale
Condizionata dal racconto eroico imposto da Napoleone e poi dalla schiera di memorialisti del Consolato e dell’Impero, la storia della « Grande » Armata si fonda su una serie di leggende, divenute verità agli occhi del pubblico perché tramandate da una storiografia compiacente.
Guidata da un genio invincibile adorato dai suoi veterani, tempio dell’eroismo e incarnazione della meritocrazia, poiché ogni soldato porta nella giberna il bastone da maresciallo, passa di vittoria in vittoria fino a essere inghiottita dal « generale inverno in Russia », prima di combattere le ultime battaglie epiche: dalla campagna di Francia alla gloriosa sconfitta di Waterloo, attribuita, a seconda dei casi, all’inettitudine di Grouchy, alla follia di Ney, ai tradimenti o al maltempo, anziché agli errori del suo comandante.
Per contro, la leggenda nera, di matrice inglese e monarchica, ha imposto alcuni temi ricorrenti: l’avversione di Napoleone per ogni forma di progresso (vero, Fulton?), il suo disprezzo per la vita umana — il celebre « milione di morti » —, l’inespugnabilità di Albione, senza dimenticare la sua schiacciante superiorità in mare o nell’impiego della fanteria in combattimento.
Per ristabilire la verità, Thierry Lentz e Jean Lopez hanno riunito un gruppo di autentici specialisti incaricati di vagliare una ventina delle affermazioni più celebri, in contributi vivaci e ricchi di sorprese e rivelazioni. Un esercizio salutare che rinnova profondamente la storia napoleonica.
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