Il tuo carrello
Non ci sono più articoli nel carrello
La fine del mistero Gleiniger - Agosto 1944, la liberazione di Limoges
L20220097
Esaurito
21,61 €
Il 21 agosto 1944, le autorità tedesche che occupano il territorio del Limosino hanno appuntamento alle 20 con i rappresentanti della Resistenza per firmare l’atto di resa della città di Limoges e permettere così ai maquisard di Georges Guingouin, che la circondano, di entrarvi senza spargimento di sangue. Ma all’Hôtel de la Paix si presenta ad accoglierli soltanto un capitano tedesco; a Limoges restano solo i soldati lontani dal centro di comando o i numerosi uomini arruolati a forza nell’esercito tedesco. Il generale di brigata Walter Gleiniger e il suo capo di stato maggiore von Liebich sarebbero stati fatti prigionieri dalla polizia delle SS di Limoges, che avrebbe poi forzato il blocco della città, portando con sé centinaia di soldati tedeschi e gli ultimi resti della milizia locale.
Che ne è stato del generale Gleiniger? Il suicidio di un soldato d’onore? Un’esecuzione da parte della polizia delle SS, intenzionata a proseguire la lotta contro la Resistenza nonostante le direttive di von Kluge, che già il 18 agosto ordinavano il ritiro delle truppe tedesche dal sud della Francia? È questa la versione dei fatti rimasta fino a oggi nella memoria collettiva della regione.
Ma l’esercito tedesco non firmò alcun atto di resa. Né ebbe bisogno di forzare il blocco verso est: le porte di Limoges furono chiuse dopo la partenza dei tedeschi e della milizia locale. I maquisard di Guingouin non tesero alcuna imboscata fino a oltre Sauviat-sur-Vige, l’ultimo ostacolo prima di raggiungere la Creuse, sotto il controllo dell’Armée Secrète del comandante François.
Georges Guingouin, dimostrandosi un abile stratega, realizzò il suo sogno: liberare Limoges senza combattere. Risparmiò così alla popolazione i bombardamenti alleati che sarebbero stati necessari prima dell’assalto finale. Salvò inoltre la vita alle centinaia di suoi maquisard stipati nelle 82 celle della prigione del Champ de Foire di Limoges: tutti quelli ancora detenuti erano stati condannati a morte dai tedeschi e, in molte città, i condannati venivano giustiziati prima della partenza delle forze di occupazione. Vi fu dunque un accordo tacito tra Guingouin e il generale Gleiniger?
Appena entrata nella Creuse, la colonna in fuga si scontrò con i primi attacchi dei maquisard del dipartimento. La prima imboscata potrebbe essere costata la vita al generale Gleiniger, che comandava la colonna o era tenuto sotto stretta sorveglianza dalla polizia delle SS. Walter Gleiniger fu sepolto con altri tre soldati tedeschi nel cimitero di Guéret il 23 agosto 1944. Riesumato nel 1969, con «il cranio colpito da uno o più proiettili», fu trasferito al cimitero militare tedesco di Berneuil, nella Charente-Maritime, dove ora riposa vicino ai tre compagni della colonna tedesca in fuga.
Questo libro intende gettare nuova luce su quello che resta «il mistero Gleiniger»: la vicenda di un generale che ebbe l’audacia di condannare le atrocità commesse dalle SS nel massacro di Oradour-sur-Glane, forse per proteggere i suoi soldati dalla vendetta della popolazione locale, e che probabilmente ebbe un ruolo in uno degli eventi che condussero a quel massacro: la decisione di porre in stato d’assedio la città di Saint-Junien l’8 giugno 1944, in vista di rappresaglie, decisione trasmessa a Diekmann il 9 giugno.
Che ne è stato del generale Gleiniger? Il suicidio di un soldato d’onore? Un’esecuzione da parte della polizia delle SS, intenzionata a proseguire la lotta contro la Resistenza nonostante le direttive di von Kluge, che già il 18 agosto ordinavano il ritiro delle truppe tedesche dal sud della Francia? È questa la versione dei fatti rimasta fino a oggi nella memoria collettiva della regione.
Ma l’esercito tedesco non firmò alcun atto di resa. Né ebbe bisogno di forzare il blocco verso est: le porte di Limoges furono chiuse dopo la partenza dei tedeschi e della milizia locale. I maquisard di Guingouin non tesero alcuna imboscata fino a oltre Sauviat-sur-Vige, l’ultimo ostacolo prima di raggiungere la Creuse, sotto il controllo dell’Armée Secrète del comandante François.
Georges Guingouin, dimostrandosi un abile stratega, realizzò il suo sogno: liberare Limoges senza combattere. Risparmiò così alla popolazione i bombardamenti alleati che sarebbero stati necessari prima dell’assalto finale. Salvò inoltre la vita alle centinaia di suoi maquisard stipati nelle 82 celle della prigione del Champ de Foire di Limoges: tutti quelli ancora detenuti erano stati condannati a morte dai tedeschi e, in molte città, i condannati venivano giustiziati prima della partenza delle forze di occupazione. Vi fu dunque un accordo tacito tra Guingouin e il generale Gleiniger?
Appena entrata nella Creuse, la colonna in fuga si scontrò con i primi attacchi dei maquisard del dipartimento. La prima imboscata potrebbe essere costata la vita al generale Gleiniger, che comandava la colonna o era tenuto sotto stretta sorveglianza dalla polizia delle SS. Walter Gleiniger fu sepolto con altri tre soldati tedeschi nel cimitero di Guéret il 23 agosto 1944. Riesumato nel 1969, con «il cranio colpito da uno o più proiettili», fu trasferito al cimitero militare tedesco di Berneuil, nella Charente-Maritime, dove ora riposa vicino ai tre compagni della colonna tedesca in fuga.
Questo libro intende gettare nuova luce su quello che resta «il mistero Gleiniger»: la vicenda di un generale che ebbe l’audacia di condannare le atrocità commesse dalle SS nel massacro di Oradour-sur-Glane, forse per proteggere i suoi soldati dalla vendetta della popolazione locale, e che probabilmente ebbe un ruolo in uno degli eventi che condussero a quel massacro: la decisione di porre in stato d’assedio la città di Saint-Junien l’8 giugno 1944, in vista di rappresaglie, decisione trasmessa a Diekmann il 9 giugno.
Pagamento sicuro
Consegna
(+33) 01.79.75.05.50