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Carabinieri del Re 1693-1791 - Quaderno della compagnia d’élite
Ecco un reggimento davvero fuori dal comune per il modo in cui recluta, la sua organizzazione, i suoi effettivi e il suo impiego.
Pertanto,
- Questo reggimento non recluta direttamente, ma riceve i propri uomini dagli altri reggimenti di cavalleria, secondo un sistema analogo a quello in vigore per la Compagnia dei Granatieri a cavallo della Guardia;
- È organizzato (almeno inizialmente) in 5 brigate di 10 squadroni, ciascuno composto da 2 compagnie;
- I suoi effettivi, pur variando secondo le necessità (guerra o pace), non sono in alcun modo paragonabili a quelli di un reggimento della «cavalleria leggera francese e straniera», di cui fa parte, nello stesso periodo;
- È comandato da un «personaggio di rilievo»;
- Può essere impiegato come unità riunita oppure contemporaneamente in più eserciti (almeno due);
- Infine, deve essere in grado di combattere sia a piedi sia a cavallo, come i granatieri a cavallo o i dragoni (questi ultimi «considerati truppa di fanteria»).
«Il Reggimento reale dei Carabinieri, scrive padre Daniel nel 1724, era il più bel reggimento di cavalleria delle truppe francesi alla fine del regno precedente.» Il generale Vanson (NF.AR.NOT al Musée de l’Armée) sottolinea che, nonostante la sua collocazione nella cavalleria leggera, il Royal des Carabiniers equivaleva a una vera divisione di cavalleria composta da 5 reggimenti, ossia circa 4000 cavalieri scelti riuniti, nel 1693, in 100 compagnie i cui quadri erano nominati dal Re (le cariche non erano venali). Nelle intenzioni del sovrano, era dunque un reggimento che riuniva l’élite della sua cavalleria, comandata dai suoi migliori ufficiali. Già all’epoca, alcuni autori parlavano di granatieri della cavalleria.
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