PRIMA DI MEIN KAMPF - Gli anni di formazione di Adolf Hitler
Nel Mein Kampf, l’autobiografia che scrisse nel 1924-1925, Hitler presenta se stesso come un perfetto autodidatta, con una visione del mondo già pienamente formata. Eppure, quando entrò in politica dopo la Prima guerra mondiale, poco più che trentenne, non aveva opinioni ben definite e neppure forti convinzioni antisemite.
Basandosi sui primi scritti di Hitler, alcuni dei quali tradotti qui per la prima volta, Anne Quinchon-Caudal ricostruisce gli anni di formazione di questo soldato che, dal 1919, trovò una seconda famiglia nel Partito tedesco dei lavoratori. Il partito intratteneva rapporti più o meno stretti con una galassia di ideologi nazionalisti e razzisti, intenzionati a difendere gli interessi del popolo tedesco «autentico» da una moltitudine di nemici che, a loro avviso, volevano la fine della germanità.
Fu quell’ambiente a fornire a Hitler le formule della sua propaganda, parole che trovarono risonanza nella condizione di un’ampia parte della popolazione. Una popolazione impoverita dalla guerra e indignata per le sue conseguenze, alla quale il politico si rivolse con toni sempre più radicali durante i comizi del Partito nazionalsocialista. Ma fu soprattutto in quell’ambiente che Hitler incontrò colui che sarebbe diventato il suo mentore: lo scrittore antisemita Dietrich Eckart.
In questo libro Anne Quinchon-Caudal ricostruisce la storia delle idee hitleriane e della loro evoluzione, dalla fine della Grande Guerra al fallimento del putsch della birreria nel 1923.
«Questo lavoro mostra Hitler come figlio, e non come incidente, della nostra modernità.» Nicolas Patin, autore della prefazione
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