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Due anni sulle orme di Zamaraï Païkan, generale ed eroe afghano
L20220114
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Data di pubblicazione
Da Joseph Kessel ai militari, passando per diplomatici e operatori umanitari, molti francesi hanno lasciato una parte di sé in Afghanistan. Queste terre lontane, ai confini dell’immaginazione, oscure e luminose, abitate da persone al tempo stesso così vicine e così estranee, costituiscono un paese di chiaroscuri, mitico, inclassificabile e affascinante, che ha ispirato tante opere letterarie.
L’opera che Philippe Cholous ci propone si discosta nettamente dai sentieri battuti: è autentica, originale e avvincente. L’approccio dell’autore è infatti più che singolare: è unico. Unisce con maestria il racconto della propria esperienza tra i combattenti afghani, quello della vicinanza a un uomo dalla personalità e dal destino fuori dal comune, Zamaraï Païkan, e l’espressione di una sensibilità soggettiva che porta il narratore a interrogarsi continuamente sul significato profondo delle realtà che incontra e descrive.
L’Afghanistan è un tema estremamente complesso, sempre attuale e mai esaurito. Zamaraï Païkan è un uomo eccezionale ed esemplare, dal destino arduo e dalla personalità ricca. L’esperienza dell’autore in Afghanistan è autentica, rara e intensa: comprende infatti un impegno difficile e solitario al fianco dei suoi fratelli d’armi afghani. Questi tre fili conduttori si intrecciano e si fondono pagina dopo pagina, dando vita a un’opera densa e viva, insieme personale e storica. Vi è anche una dimensione filosofica, perché i fatti sono osservati e analizzati senza pretese, ma senza concessioni.
No, in verità non si tratta soltanto dell’ennesimo libro sull’Afghanistan. È anche, e soprattutto, un atto di condivisione: l’autore si racconta e ci apre una nuova finestra sull’Afghanistan eterno attraverso la straordinaria epopea di un eroe dei nostri giorni, Zamaraï Païkan.
L’opera che Philippe Cholous ci propone si discosta nettamente dai sentieri battuti: è autentica, originale e avvincente. L’approccio dell’autore è infatti più che singolare: è unico. Unisce con maestria il racconto della propria esperienza tra i combattenti afghani, quello della vicinanza a un uomo dalla personalità e dal destino fuori dal comune, Zamaraï Païkan, e l’espressione di una sensibilità soggettiva che porta il narratore a interrogarsi continuamente sul significato profondo delle realtà che incontra e descrive.
L’Afghanistan è un tema estremamente complesso, sempre attuale e mai esaurito. Zamaraï Païkan è un uomo eccezionale ed esemplare, dal destino arduo e dalla personalità ricca. L’esperienza dell’autore in Afghanistan è autentica, rara e intensa: comprende infatti un impegno difficile e solitario al fianco dei suoi fratelli d’armi afghani. Questi tre fili conduttori si intrecciano e si fondono pagina dopo pagina, dando vita a un’opera densa e viva, insieme personale e storica. Vi è anche una dimensione filosofica, perché i fatti sono osservati e analizzati senza pretese, ma senza concessioni.
No, in verità non si tratta soltanto dell’ennesimo libro sull’Afghanistan. È anche, e soprattutto, un atto di condivisione: l’autore si racconta e ci apre una nuova finestra sull’Afghanistan eterno attraverso la straordinaria epopea di un eroe dei nostri giorni, Zamaraï Païkan.
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Già comandante del 2º raggruppamento della 6ª legione della Gendarmeria mobile, dal 2013 al 2015 ha prestato servizio in Afghanistan come consigliere permanente del generale Zamaraï Païkan, comandante della Polizia nazionale afghana per l’ordine pubblico (ANCOP).
- Autore 1
- Philippe CHOLOUS
- Data di pubblicazione
- 2015
- Pagine
- 226
- Copertina
- Brossura
- Formato
- 15,5 x 22
- Lingua
- Francese
- Editore
- LAVAUZELLE