Normandie-Niemen, quindici destini di piloti
Ritratti di quindici piloti dello stormo Normandie-Niemen, con descrizioni illustrate dei loro velivoli
Venivano da ogni angolo della Francia e da ogni ambiente; alcuni provenivano persino dai territori del suo impero coloniale ormai disgregato. Non avevano tutti la stessa cultura né le stesse convinzioni. Caporali, sottufficiali e ufficiali, ricoprivano ogni grado, ma tutti, senza eccezione, si offrirono volontari. Non erano necessariamente destinati a diventare amici, eppure lo diventarono, pur avendo seguito percorsi diversi. Li univa un obiettivo: restituire, con onore, alla loro patria lo splendore di un tempo.
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Oggi ci hanno lasciato tutti, ma non vennero mai meno al loro immenso compito: restituire prestigio all’aviazione francese e ricomporne le ali spezzate, per ridare così alla Francia il posto che occupava prima del funesto 1940, quando l’aviazione fu ingiustamente ritenuta responsabile della sconfitta. I russi fornirono loro mezzi eccellenti, con i quali forgiarono il gioiello che fu la loro unità: il gruppo da caccia Normandie, divenuto, per volontà dei sovietici, il reggimento Normandie-Niemen.
Numerose opere hanno già raccontato le loro imprese, ma la loro memoria merita di essere celebrata ancora e ancora e indicata come esempio alle generazioni future. Aiuta a comprendere come la Francia, paese sconfitto, umiliato e martoriato, sia riuscita, grazie a un manipolo di loro — 96 per l’esattezza —, a tornare in quattro anni tra le grandi nazioni, mostrando al mondo che combatteva su tutti i fronti.
A volte basta l’ardore in combattimento di un manipolo di uomini per convincere e suscitare l’ammirazione di qualcuno: in questo caso, Stalin. Queste pagine tracciano il ritratto di una quindicina di loro e presentano, con numerosi profili a colori, i loro «destrieri»: i caccia Yakovlev, scelti probabilmente perché il loro motore era un’evoluzione del motore francese Hispano-Suiza 12Y.
L’autore, già presidente dell’aeroclub di Caen e organizzatore di manifestazioni aeree commemorative, conobbe molto bene il generale Risso, direttore delle manifestazioni aeree nazionali negli anni ’70. Lo incontrò anche in seguito, quando tornava di tanto in tanto in Normandia per le commemorazioni. L’autore realizzò diverse scene per il museo di Les Andelys e fu invitato alla cerimonia del 20 giugno 1999, seguita da un banchetto al termine del quale il generale Risso, insieme al comandante Lorillon, dichiarò che, per mancanza di iscritti, si vedeva costretto a porre fine all’associazione dei veterani del Normandie-Niemen 1939-1945. Affermò che la loro epopea apparteneva ormai alla storia. Il generale Risso morì il 24 novembre 2005 e il comandante Lorillon il 17 febbraio 2013. Restavano allora due piloti del Normandie sopravvissuti alla Seconda guerra mondiale: Jean Sauvage e Gaël Taburet. Jean Sauvage morì il 22 agosto 2014 e Gaël Taburet il 10 febbraio 2017. Quel giorno, con la sua scomparsa, si chiuse una pagina gloriosa dell’aeronautica militare francese.
Questi 96 eroi appartengono ormai alla storia. François Robinard ha raccolto i ricordi di cinque di loro, conservati per la posterità, principalmente quelli del generale Risso. Sono alla base di quest’opera.
- Autore 1
- François Robinard
- Data di pubblicazione
- Febbraio 2021
- Pagine
- 128
- Illustrazioni
- Un centinaio di fotografie e profili
- Copertina
- Rilegato
- Lingua
- Francese
- Editore
- HEIMDAL
- EAN
- 9782840485759