Boemelburg - Capo della Gestapo in Francia
Karl Boemelburg assume la guida della Gestapo a Parigi nell’estate del 1940, all’età di 55 anni.
Forte dei rapporti instaurati prima della guerra con la polizia francese, conduce una lotta accanita contro la Resistenza comunista, gollista e indipendente. Già nel 1942 è a capo di 2 500 uomini, sostenuti da oltre 30 000 collaboratori francesi della Gestapo. Nel 1943 arresta nel giro di poche settimane i principali capi della Resistenza francese: il generale Aubert Frère (ORA), il generale Charles Delestraint (Esercito segreto) e Jean Moulin, presidente del Consiglio nazionale della Resistenza, che fa salire moribondo su un treno diretto a Berlino... Nell’estate del 1942 conduce inoltre un’operazione di intimidazione contro la Resistenza nella zona libera, ancor prima della sua occupazione: l’operazione Donar. Smantella anche la celebre rete comunista dell’Orchestra Rossa.
Boemelburg è quindi direttamente responsabile dell’arresto di quasi 300 000 francesi.
È lui a dirigere la repressione antiebraica e a essere in larga misura responsabile dei rastrellamenti che porteranno alla deportazione di 75 000 ebrei dalla Francia. È sempre lui a occuparsi della sorveglianza e della "protezione" del maresciallo Pétain a Vichy nel 1944. In agosto lo conduce al castello degli Hohenzollern a Sigmaringen, per poi consentire al maresciallo francese di raggiungere la Svizzera nell’aprile 1945. È l’ultimo atto della sua sinistra carriera, compiuto contravvenendo agli ordini di un Adolf Hitler ormai non più realmente obbedito.
Questa è la prima biografia del capo della Gestapo in Francia, figura centrale dell’Occupazione eppure trascurata dalla storiografia. Storico e giornalista, Gérard Chauvy è autore di numerose opere sul nazismo e sulla Seconda guerra mondiale. Ha pubblicato di recente Le eminenze grigie del nazismo (Chronos, 2024) e Storia della Milizia (Chronos, 2025). Imprenditore, storico e scrittore, Philippe Valode è autore di moltissimi saggi e opere storiche. Ha pubblicato di recente Heinrich Müller, l’implacabile capo della Gestapo (2024).
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