Condurre la guerra - Dialoghi sull'arte operativa
Una riflessione a due voci sulla guerra e sulla strategia come da tempo non se ne vedeva in Francia. Perché, nel corso dei secoli, i generali hanno riportato tante vittorie senza porre fine ai conflitti? Perché il sangue versato è servito così poco agli obiettivi affidati dal potere politico ai propri eserciti? Perché, per citare un esempio tra mille, i migliori eserciti del mondo si sono ritrovati, tra il 1914 e il 1918, in un confronto tanto disperato quanto sterile nel fango delle trincee? Condurre la guerra offre le chiavi per comprendere questa impasse e mostra come un grande pensatore sovietico dimenticato, Aleksandr Svechin, abbia indicato una via d'uscita.
Jean Lopez invita Benoist Bihan a esporre la propria riflessione su questo degno erede di Clausewitz, sulla sua vita, sul suo pensiero e sulla sua opera: una riflessione maturata in quindici anni e nutrita da una straordinaria erudizione. Lungo il percorso, i due interlocutori ci accompagnano attraverso venticinque secoli di conflitti, riesaminando le battaglie considerate decisive e l'operato di coloro che sono stati celebrati come grandi condottieri.
Il volume non si limita a una ricostruzione storica e critica. Analizzando l'opera di Svechin, illustra la soluzione — l'arte operativa — che permette di porre i combattimenti al pieno servizio della strategia e di armonizzarli con la tattica. Originale nell'approccio, solido nelle argomentazioni e piacevole da leggere grazie alla forma dialogica, il libro propone una prospettiva inedita, destinata a lasciare il segno nel pensiero militare.
L'obiettivo? Nientemeno che rinnovare il pensiero strategico, un ambito che interessa il grande pubblico ma che occorreva rendere attuale e accessibile a tutti, trovando il giusto equilibrio tra teoria e storia.
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