Gamelin o la strategia ostacolata
Il nome di Maurice Gamelin evoca inevitabilmente il generalissimo ritenuto responsabile della sconfitta del 1940, un disastro militare dalle conseguenze incalcolabili. La condanna nei suoi confronti sembra definitiva. Tuttavia, uno studio approfondito della sua figura induce a mettere in discussione molte certezze sulla sua effettiva responsabilità. Guardare senza pregiudizi a uno dei principali protagonisti della tragedia del 1940, lontano tanto da un’aspra requisitoria quanto da una difesa lacrimosa, significa approfondire l’indagine. Il generale Gamelin tentò invano di essere un grande stratega, senza disporre della piena libertà di elaborare e condurre un’efficace strategia di guerra; è questa strategia impossibile da adattare, una strategia «ostacolata», l’oggetto del libro. Una strategia che la Francia e i suoi rappresentanti limitarono deliberatamente e che costituisce il filo conduttore della biografia di un uomo che cercò di attuarla con rettitudine e la cui memoria, a 150 anni dalla nascita, non dovrebbe essere infangata con leggerezza.
L’autore: Christophe Aknouche, diplomato all’accademia militare di Saint-Cyr nel corso «Lieutenant Tom Morel» e ufficiale superiore in servizio attivo, attualmente alla direzione di una struttura del commissariato delle forze armate, è uno dei principali collaboratori della rivista di riferimento «Histoire de guerre blindés et matériel» (GBM). È stato il primo vincitore del premio di storia militare «Louis Bossut» per la sua tesi sull’evoluzione della dottrina d’impiego dei carri armati nell’esercito francese tra il 1930 e il 1936.
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