Chirurgo di guerra, cercatore di pace
Prefazione di Jean-Pierre Raffarin
Partendo dalla propria esperienza nei teatri operativi, dove ha operato mille feriti di guerra, Jean MAYER conduce un’analisi geopolitica, globale e didattica, per offrire alcune chiavi di lettura del binomio guerra e pace. Come scrive Jean-Pierre Raffarin nella prefazione: «L’originalità della sua opera sta nell’essere riuscito a superare le circostanze per imboccare le vie del pensiero, della filosofia e della polemologia. Il libro che avete tra le mani raccoglie infatti una riflessione capace di assestare un colpo molto duro al pensiero della guerra.
Da Philippeville nel 1954 a Gaza nel 2024, gli eventi hanno dato forma a una riflessione. Per poter prendere seriamente in considerazione la pace, occorre anzitutto comprendere a fondo i meccanismi dei conflitti armati. Attraverso l’analisi di diverse guerre, l’autore risale indietro nel tempo, cerca i momenti in cui la pace sarebbe stata possibile, ma la storia ha preso un’altra piega, ed esamina i tipi di guerra, la deterrenza nucleare, la controversa nozione di guerra giusta e la psicologia della guerra. Propone infine soluzioni per la pace, prendendo le mosse dalla pace perpetua di Immanuel Kant, dalla pace positiva di Galtung, dalla diplomazia e dalla pace evangelica, alla ricerca di motivi di speranza sorretti da una ricerca spirituale.
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