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L'UOMO DI TRIPOLI - Il racconto inedito di un capoposto della DGSE
Tripoli (Libia), metà febbraio 2011. Fin dai primi disordini nel Paese, le autorità francesi decidono, contro ogni aspettativa, di evacuare i propri cittadini e chiudere la sede diplomatica. Al suo interno, la stazione della DGSE per la raccolta di informazioni all'estero cessa le attività e avvia la distruzione delle attrezzature e degli archivi, prima che le chiavi dell'ambasciata vengano affidate... ai russi!
L'autore, ufficiale responsabile delle fonti (OT) e capoposto a Tripoli, racconta la sua esperienza in Libia, iniziata sotto il regime del colonnello Gheddafi. Dopo aver rievocato la propria evacuazione, narra il ritorno sul campo in seguito agli attacchi aerei francesi del marzo 2011. Il suo obiettivo, non necessariamente condiviso dai superiori, è entrare in contatto con le forze insurrezionali per valutarne l'organizzazione e la capacità di rovesciare il regime.
L'autore si avvale di questa esperienza senza precedenti per illustrare la posizione e il ruolo della DGSE nella politica estera francese. Lontano dai cliché e senza fare concessioni, condivide la sua passione per le operazioni clandestine, in cui il reclutamento e la gestione di fonti umane segrete si intrecciano talvolta con rivalità interne al Servizio che complicano la missione.
Questo documento eccezionale, il cui titolo si ispira al libro di Erwan Bergot, L'uomo di Praga, è la prima testimonianza che descrive davvero le missioni sul campo di un agente segreto, ben lontane da quelle rappresentate sugli schermi.
Una lettura indispensabile per comprendere meglio il dietro le quinte di un servizio di intelligence e le dinamiche nascoste della crisi libica.
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