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La grande scacchiera di Putin
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Vladimir Putin non lascia indifferente nessuno.
Ora demonizzato dall'Occidente, ora osannato soprattutto in Russia e nei Paesi slavi, è destinato a restare sulla scena ancora a lungo. Sulla scacchiera geopolitica mondiale, il capo del Cremlino è un maestro.
Putin è un pragmatico. Si adatta alle circostanze, ai punti di forza e alle debolezze dei suoi avversari.
Più che mai, Putin appare imprescindibile nelle relazioni internazionali.
Giunto al potere all'inizio del secolo, il presidente russo è oggi impegnato su tutti i fronti: in Europa, in Ucraina, ma anche in Eurasia e in Medio Oriente.
Secondo l'Agence France-Presse, con il conflitto ucraino e l'annessione della Crimea alla Russia, le relazioni Est-Ovest attraversano la loro crisi più grave da un quarto di secolo. Per l'AFP è l'uomo dell'anno 2014. «Il presidente Vladimir Putin è a tutti gli effetti l'attore centrale di questo confronto».
E, come sottolinea Mosca, il vertiginoso aggravarsi della minaccia rappresentata dalle forze terroristiche ed estremiste, compreso lo Stato islamico (IS), costituisce una sfida diretta per l'intera comunità internazionale.
Eppure la comunità internazionale, rifiutando di collaborare con la Russia, sembra comportarsi come il catoblepa, quello strano animale dei tempi antichi che, si dice, divorava le proprie zampe senza nemmeno accorgersene.
«Odiare Putin non è una politica. E, in un modo o nell'altro, bisognerà tenere conto della Russia!»
«Il popolo russo è come l'erba: si piega al vento, ma non si lascia strappare dalla terra». (Aleksandr Solženicyn)
Ora demonizzato dall'Occidente, ora osannato soprattutto in Russia e nei Paesi slavi, è destinato a restare sulla scena ancora a lungo. Sulla scacchiera geopolitica mondiale, il capo del Cremlino è un maestro.
Putin è un pragmatico. Si adatta alle circostanze, ai punti di forza e alle debolezze dei suoi avversari.
Più che mai, Putin appare imprescindibile nelle relazioni internazionali.
Giunto al potere all'inizio del secolo, il presidente russo è oggi impegnato su tutti i fronti: in Europa, in Ucraina, ma anche in Eurasia e in Medio Oriente.
Secondo l'Agence France-Presse, con il conflitto ucraino e l'annessione della Crimea alla Russia, le relazioni Est-Ovest attraversano la loro crisi più grave da un quarto di secolo. Per l'AFP è l'uomo dell'anno 2014. «Il presidente Vladimir Putin è a tutti gli effetti l'attore centrale di questo confronto».
E, come sottolinea Mosca, il vertiginoso aggravarsi della minaccia rappresentata dalle forze terroristiche ed estremiste, compreso lo Stato islamico (IS), costituisce una sfida diretta per l'intera comunità internazionale.
Eppure la comunità internazionale, rifiutando di collaborare con la Russia, sembra comportarsi come il catoblepa, quello strano animale dei tempi antichi che, si dice, divorava le proprie zampe senza nemmeno accorgersene.
«Odiare Putin non è una politica. E, in un modo o nell'altro, bisognerà tenere conto della Russia!»
«Il popolo russo è come l'erba: si piega al vento, ma non si lascia strappare dalla terra». (Aleksandr Solženicyn)
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